Stato, sovranit e gerarchia delle fonti. Fonti del diritto. Stato giurisdizionale, costituzionale, internaziona- le. Diritto privato. Diritto costituzionale. Forma di governo. Dichiarazione dei diritti.

Diritto internazionale. Lo Stato come custode delle fonti. Il rule of law costituisce una limitazione di tutti i poteri dello Stato, inclusi i poteri del legislativo F. Hayek Dopo una fne pi reclamizzata della morte di Dio, lo Stato altra parola da scrivere in maiuscolo attende ricollocazione nel nostro paesaggio intel- lettuale. Qui comincio risalendo alle origini giuridiche dello Stato moderno, seguendo lipotesi che esso sia stato costruito dai giuristi attribuendogli la sovranit sulle fonti del diritto.

Poi, mostro come la concezione moderna del diritto come legislazione incontri crescenti diffcolt in almeno tre settori: pri- vato, costituzionale, e internazionale. Infne, confronto tre ipotesi di supera- mento dello Stato, formulate in termini di parentesi, alternanza e resilienza, e concludo che a essere davvero superata solo la concezione dello Stato come signore delle fonti del diritto.

Mauro Barberis 12 1. Stato, sovranit e gerarchia delle fonti Che io sappia, la migliore ricostruzione delle origini giuridiche dello Stato stata fornita da Michel Troper in un lavoro recente 1. Dopo averla esposta altrove 2qui le apporto tre precisazioni importanti.

COSA PROPONE LA MEMMT- Forum Oltre l'Euro l'alternativa c'è - Assisi 20-24 Agosto 2014

Intanto, la ricostruzione di Troper riguarda solo la concezione giuridica dello Stato: non altre almeno altrettanto importanti politica, militare, economica Poi, tale ricostruzione pu essere estesa al tema della cri- si dello Stato, cui non si riferiva originariamente. Infne, essa va distinta da altre ricostruzioni che attingono allo stesso materiale storico 3e che possono servire a integrarla. In questa sezione analizzo sommariamen- te le tre nozioni attorno alle quali la ricostruzione ruota Stato, sovrani- t, gerarchia delle fonti al fne di impiegarle nelle sezioni successive.

Stato Di Stato possono fornirsi diverse defnizioni giuridiche, politi- che, militari, economiche Troper insiste a ragione che la defnizione giuridica da lui fornita pu servire da meta-concetto ESJ, 8 per rendere conto dei concetti effettivamente elaborati nelle diverse epoche e culture. Credo che una defnizione giuridica di Stato sia davvero essenziale; dopotut- to, elementi giuridici compaiono gi nella famosa defnizione dello Sta- to come monopolio della forza legittima.

Anche per noi giuristi, peral- tro, sarebbe opportuno evitare una riduzione dello Stato al diritto, come quella consumata da Hans Kelsen e ampiamente discussa da Troper. La questione della defnizione di Stato centrale anche nelle odierne discussioni fra sostenitori di un costituzionalismo politico e di 1 Cfr.

La estructura del sistema juridico y el nacimiento del Esta- do, in Eunomia, 4,dora in poi ESJ seguito dal numero di pagina. Le citazioni saranno dalla versione spagnola salvo eventuali ritraduzioni da parte di chi scrive: linglese emergence, ad esempio, non pu tradursi semplicemente con nascita sp.

L'alternativa a Marchionne

La ricostruzione di Troper presenta molte analogie con quella di P. Cours au Collge de France, vol. I,Paris, Le Seuil,trad. Guareschi, Sullo Stato. Corso al Collge de France, vol. I,Milano, Feltrinelli, ; bisognerebbe per distinguere maggiormente fra Stato e discorso sullo Stato, o statualit: cfr. Dottrine, testi e pratiche costituzionali nella longue dure, in Quad. Mauro Barberis 30 Tornando alla concezione giuridica dello Stato, da cui eravamo partiti, si potrebbe concludere cos.

Dietro lo Stato signore delle fonti consegnatoci dalla modernit giuridica fa capolino unaltra fgura, pi rassicurante: uno Stato custode delle fonti, che pu essere soggetto al controllo del diritto anche perch non ne monopolizza pi la produ- zione.Marted 7 maggio Anno 5 n Redazione: via Valadier n 42 Roma tel.

La verit, naturalmente, esattamente quella opposta. Non solo giudiziaria. Ma anche storica e politica.

Oltre l’Euro l’alternativa c’è, verso il Forum Europeo ad Assisi dal 20 al 24 agosto 2014

Andreotti era il simbolo del cinismo al potere, del potere per il potere, fine a se stesso, del meglio tirare a campare che tirare le cuoia. Il primo responsabile, per longevit politica, dello sfascio dei conti pubblici che ancora paghiamo salato.

Un politico buono a nulla, ma pronto a tutto e capace di tutto. Il principe del trasformismo, che laveva portato con la stessa nonchalance a rappresentare la destra, la sinistra e il centro della Dc, a presiedere governi di destra ma anche di compromesso storico, a essere luomo degli Usa ma anche degli arabi. Un politico convinto dellirredimibilit della corruzione e delle collusioni, che us a piene mani senza mai provare a combatterle, perch - come diceva Giolitti e come gli suggeriva la natura - un sarto che deve tagliare un abito per un gobbo, deve fare la gobba anche allabito.

Eppure, o forse proprio per questo, era il politico pi popolare. Perch il pi somigliante a quellitaliano medio che non tutto il popolo italiano. Ma ne incarna una bella porzione e al contempo la tragica maschera caricaturale. Se per Andreotti spaccava gli italiani, affratellava i politici, che han sempre visto in lui - amici e nemici - il proprio santo patrono e protettore.

La sua falsa assoluzione, in fondo, era anche la loro assoluzione. Per il passato e per il futuro.

norberto fragiacomo (oltre leuro lalternativa cè)

Per questo, quando le Procure di Palermo e Perugia osarono processarlo per mafia e il delitto Pecorelli, si ritrovarono contro tutto il Palazzo. Il massimo che riusciva a balbettare la sinistra era che, s, aveva qualche frequentazione discutibile, ma che stile, che eleganza in quellaula di tribunale dove non si era sottratto al processo il non darsi alla latitanza gi diventava un titolo di merito. Fu parlando del suo processo che B. Fu quando si salv per prescrizione che Violante critic lex amico Caselli per averlo processato e la Finocchiaro esult per linesistente assoluzione.

Anche i magistrati pi furbi e meno matti, come Grasso, si dissociarono dal processo e fecero carriera. Oggi le stesse alte e medie e basse cariche dello Stato che laltroieri piangevano la morte di Agnese Borsellino piangono la morte di Giulio Andreotti. Ma non vero che fingano sempre: piangendo Andreotti, almeno, sono sincere.No global, critica delle lite e xenofobia.

Il populismo di destra il partito della crisi e rischia di fare il pieno alle elezioni europee, attirando il ceto medio impoverito e la classe operaia. I ribelli del web si trasformano in audience plaudente e la sinistra non riesce a tornare popolare La nemesi della democrazia Duccio Zola n unintervista apparsa su queste pagine il 31 gennaio scorso, lex viceministro dellEconomia Stefano Fassina annuncia larrivo di unondata populista anti-europea che travolger il Parlamento di Bruxelles eletto nella prossima primavera.

Questa previsione del resto condivisa dalla grande maggioranza degli addetti ai lavori, che denunciano le nefaste conseguenze di unimminente avanzata dei populismi sul traballante edificio comunitario. Dalla Francia, con il successo del Front National nelle recenti elezioni comunali, gi si avvertono inquietanti scricchiolii. In effetti, a poche settimane dal voto europeo del maggio non si pu escludere lesaurimento della parabola di unEuropa che nelle intenzioni dei suoi padri fondatori nasce democratica, federalista e solidale, cresce allinsegna dellausterit tecnocratica e liberista, e muore vittima delle sue stesse ricette sbagliate dilaniata e populista.

La preoccupazione quindi legittima, ma impossibile capire le ragioni dellascesa populista senza collegarle al tradimento della democrazia a cui assistiamo da trentanni.

Trentanni di liberismo senza freni in cui sono cresciute a dismisura, fino a esplodere con la crisi economica attuale, disuguaglianze, disoccupazione, precariet. Mentre i ricchi diventano sempre pi ricchi, i ceti medio-bassi subiscono un sistematico impoverimento e arretramento in termini di reddito, lavoro, diritti, tutele di welfare. E ci sarebbe perfino da chiedersi se il patto di cittadinanza non si sia ormai spezzato sotto le spinte centrifughe dellatomizzazione e della polarizzazione sociale, dellindividualismo consumista, degli egoismi delle lite.

In Europa, i partiti di pi lunga tradizione e largo seguito innanzitutto quelli della sinistra riformista sono migrati dalla societ civile nello Stato per gestire la rendita politica e istituzionale, hanno abdicato alle proprie funzioni di inquadramento, organizzazione e mobilitazione del consenso e delle istanze popolari, hanno dismesso molte tra le parole chiave del vocabolario democratico uguaglianza, solidariet, emancipazione, conflitto accettando supinamente gli imperativi del mercato e i diktat della troika.

Con buona pace di una rappresentanza che nel contempo si fatta rappresentazione mediatica e plebiscitaria. La miscela di personalizzazione, commercializzazione, spettacolarizzazione del registro espressivo della politica democratica alla base di questa mutazione oggi potentemente e profittevolmente veicolata da vecchi e nuovi media, dalla televisione con i suoi programmi di infotainment ai social network con il loro miraggio tecnologico di democrazia elettronica e istantanea.

Lo spettro populista che potrebbe ben presto materializzarsi allora il frutto avvelenato di una democrazia in crisi, a livello statale ed europeo. I populismi si alimentano alle radici di questa crisi e speculano animando il rancore di cittadini frustrati, impoveriti, quanto mai esposti alla seduzione di capi carismatici e mediaticamente attraentimessaggi semplificatori, facili demagogie: il ritorno allet delloro delle monete e delle sovranit nazionali, leliminazione dei nemici interni ed esterni magari a partire dagli immigrati che attentano a una pretesa unit e integrit del popolo, e cos via.

Insomma, tanto pi la promessa democratica del governo del popolo, dal popolo e per il popolo viene tradita, quanto pi viene espropriata e strumentalizzata dai populismi. Tra tutti quelli che verseranno lacrime di coccodrillo il prossimo 25 maggio, chi si ricorder di onorare quella promessa? Cos Marine Le Pen definisce il suo Front National, movimento che ha pi di un titolo per essere considerato lesempio di maggior successo della proposta politica incarnata dalla destra populista in Europa.

Nellespressione la vita vera, la leader frontista sintetizza infatti linsieme di quelle tematiche che indicherebbero il crescente scollamento tra le lite politiche e il resto della popolazione. Scollamento su cui i populisti hanno puntato tutto.

Lo schema proposto semplice, esprime una visione del mondo lineare, quasi una nuova ideologia. Da una parte c la gente comune, i lavoratori, le piccole e medie. Guido Caldiron imprese, la patria, o se si preferisce lo Stato-nazione, le vecchie monete nazionali, lidentit e la tradizione considerate come lultima chance per poter declinare ancora un caldo e consolante "noi"; dallaltra ci sono le lite, nazionali ed internazionali, lEuro, lUnione europea, le multinazionali che delocalizzano allestero o semplicemente chiudono le aziende per gettarsi nelleconomia finanziaria, limmigrazione di massa e lislamizzazione che cambiano il volto di quartieri e citt, la globalizzazione.

La dicotomia secca, fotografata plasticamente, tranquillizzante nel suo estremo schematismo e in grado di sedurre, specie i pi deboli, perch contrappone ci che si conosce del passato a un presente incerto e a un futuro presentato come un buco nero da cui non ci si potr salvare.

A chi abita la vita vera, quella che dalla loro torre davorio le lite non vogliono vedere, o forse non sono pi nemmeno in grado di percepire, fatta di disoccupazione e di impoverimento, di paura e insofferenza verso tutto ci che diverso o straniero, di solitudine e smarrimento anche emotivo, la destra populista offre risposte magiche, ma apparentemente efficaci, in ogni caso nette.

La lezione di Roosevelt er dodici anni questa Nazione stata afflitta da un governo che non ascoltava, non vedeva e non faceva nulla. La nazione guardava al governo, ma il governo guardava altrove. Lobby potenti lottano ora per restaurare quel tipo di regime con la loro dottrina per cui il miglior governo quello pi indifferente. Dovemmo combattere contro i vecchi nemici della.

Avevano cominciato a vedere il governo degli Stati Uniti come una mera appendice dei propri interessi. E noi sappiamo che il governo del denaro organizzato pericoloso esattamente quanto quello del crimine organizzato Franklin D. Roosevelt, discorso del 31 otto. Negli anni 30 come oggi le lite liberali hanno portato loccidente alla crisi e alla depressione, provocando forti reazioni popolari: la disperazione dei senza lavoro, la delegittimazione di una politica ostinata a "non fare nulla", la richiesta di protezione rivolta al gover.

Negli anni 30 ci fu una sola risposta democratica, quella del New Deal, fondata sulla tradizione populista "di sinistra" degli Stati Uniti: Roosevelt vinse le elezioni scontrandosi frontalmente con la finanza e imponendole le regole durate fino agli anni Oggi in Europa dalla Francia allUngheria a vincere chiedendo un governo che "faccia qualcosa"per ora, solo lestrema destra. Le parole dordine che conquistano i moderati Anti-istituzionalismo, rifiuto delle mediazioni, abuso di carismi, antieuropeismo e antiglobalizzazione, aggressivit verbale e richiamo identitario.

Certo, finir per dire sempre di pi e per denotare anche oggetti incompatibili. Diventando generale e poi generica, la parola perder cos il suo taglio originario e finir per confondersi nel magma della semantica pubblica.Posta un commento I commenti sono moderati preventivamente dalla redazione. Prima Pagina. Manifesto della Confederazione per la Liberazione Nazionale.

Visualizzazioni ultimo mese. Oggi iniziamo osservando quanto si dice sul fianco sinistro del variegato campo politico. Se non ci fosse l'euro gli italiani sarebbero in mezzo al. Quindi, se vuoi prendere i voti, quantomeno, devi far finta di essere eurocritico o addirittura simil-sovranista. Vogliamo sederci ai tavoli europei e parlare fra adulti con gli altri leader Ue, con lo scopo di rinegoziare i trattati che stanno bloccando la crescita italiana. Il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Rifiuto del pagamento del debito, tranne che ai piccoli risparmiatori. Ma, come dire, meglio tardi che mai. Leggiamo da un loro manifesto :. Il che implica, siccome.

norberto fragiacomo (oltre leuro lalternativa cè)

Etichette: elezionieurosinistraUnione Europea. Iscriviti a: Commenti sul post Atom. Blogger templates. Cerca nel blog. Confederazione per la Liberazione Nazionale. All Rights Reserved. Magazine Basic theme designed by Themes by bavotasan.Posta un commento. Fassina tra le altre cose afferma:. Le misure imposte sono brutalmente recessive, oltre che regressive sul piano sociale, nonostante gli aggiustamenti conquistati dalla delegazione greca a Bruxelles.

Gli interventi di compensazione macroeconomica sostanzialmente inesistenti. I finanziamenti previsti per il terzo salvataggio sono dedicati alla ricapitalizzazione delle banche e al pagamento dei debiti verso la Bce, FMI e i creditori privati. Nulla va alla spesa in conto capitale. Quali lezioni trarre dalla parabola greca? In tale contesto, i punti da affrontare sono due.

Ecco il secondo punto. Le posizioni prevalenti nel popolo tedesco sono un fatto. Che fare? Siamo a un bivio storico. Nessun commento:. Iscriviti a: Commenti sul post Atom. Caracciolo 16 Marco Mori 16 Prc 16 Reddito di cittadinanza 16 Renzi 16 Salvini 16 Tonguessy 16 appello 16 ballottaggi 16 casa pound 16 fascismo 16 internazionalismo 16 sciopero 16 vendola 16 Cremaschi 15 Daniela Di Marco 15 International no euro forum 15 M. Leoluca Orlando 1 Lituana 1 Livorno 1 Logistica.In alternativa alla Newsletter, se non vuoi affollare la tua casella di posta, puoi seguire tutti i contenuti iscrivendoti ai seguenti feed rss, usando un aggregatore noi suggeriamo Theoldreadersemplice e gratuito :.

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Pierluigi Fagan: Spillover.

norberto fragiacomo (oltre leuro lalternativa cè)

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Europa, l'euro è irriformabile

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